Varicosi o vene varicose, dettagli e curiosità

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La varicosi o come viene chiamata in gergo più semplice: vene varicose, è una patologia che interessa il sistema venoso.

I pazienti che soffrono di varicosi presentano delle vene visibilmente ingrossate, irritate e dal colore violaceo, è un disturbo che preoccupa secondo alcuni studi, il buon 25/30% della popolazione dimostrando però un maggiore riscontro nel sesso femminile.

Oltre ad essere una problematica visibilmente antiestetica, presenta anche fattori altamente rischiosi per l’intero organismo.

Tra le complicazioni più dannose possiamo elencare flebiti, ovvero infiammazione del tessuto che riveste i vasi sanguigni, trombi e ulcere.

Varicosi:  tipologie, sintomi e fattori scatenanti

Le vene varicose si dividono in due tipologie, in base alle aree colpite, se ad essere colpite sono vene superficiali (ovvero vene non connesse direttamente alle principali arterie), il disturbo viene definito vene varicose primarie, mentre se il disturbo interessa le cosiddette vene profonde (vasi sanguigni che si posizionano nella parte più interna del corpo e che sono strettamente collegate alle arterie) prende il nome di vene varicose secondarie.

I sintomi correlati a tale problematica sono vari e comprendono: forti dolori localizzati nella zona interessata, gonfiore, un fastidioso formicolio segno di un’anomala circolazione del flusso sanguigno e un senso continuo di pesantezza.

I fattori scatenanti più comuni associati alla varicosi sono di diverse tipologie, ad esempio è stato dimostrato che persino uno stile di vita scorretto che comprende poca attività fisica ed un’alimentazione poco equilibrata, può causare danni alla circolazione sanguigna.

Quanto influisce il nostro stile di vita sul nostro sistema circolatorio

Una cattiva alimentazione, soprattutto se povera di vitamina C, può infatti alimentare il disturbo, ma bisogna prestare attenzione anche al fattore genetico/ereditario, in quanto molti specialisti sostengono che le vene varicose sono ereditarie.

Se parliamo di stile di vita, non alludiamo solo alla poca attività fisica, bisogna riflettere anche sui ritmi di vita condotti, le ore di riposo e l’attività professionale svolta.

Un’attività lavorativa che porta l’individuo a trascorrere un certo numero di ore in piedi, facilita l’insorgenza di vene varicose, scombussolando così il sistema circolatorio.

Come effettuare la diagnosi e le migliori soluzioni per risolvere il disturbo

La diagnosi della varicosi viene effettuata mediante un controllo da uno specialista del settore, in genere si consiglia di affidarsi ad un chirurgo vascolare, che in un primo momento effettua una visita palpando le zone interessate, da determinare in questo modo l’estensione dei capillari colpiti, e in un secondo momento viene prescritto un ecocolordoppler venoso, per riuscire così a tenere sotto controllo mediante questo esame, tutto il percorso effettuato dal flusso sanguigno.

Per curare il problema sono indicati diversi tipi di trattamenti, a seconda del fattore scatenante e il quadro clinico specifico del paziente.

Il primo consiglio da seguire è quello naturalmente di cercare di condurre una vita più sana che comprenda sport e un’alimentazione equilibrata, sono in vendita anche delle calze elastiche/compressive che fungano come una sorta di bendaggio agli arti che aiutano la circolazione e prevengono l’insorgenza di ulteriori complicazioni.

Un altro trattamento che ha riscontrato positivi risultati è: E.L.T. trattamento laser endovenoso, si tratta di una procedura effettuata dopo aver somministrato una leggera anestesia locale, non comporta gravi controindicazioni e risulta poco invasiva.

È quindi possibile togliere vene varicose con laser, e la pratica consiste nel passaggio di un microscopico raggio laser attraverso le vene interessate.

Quest’ultimo trattamento è consigliato da molti specialisti in quanto assicura una ripresa dal piccolo intervento, quasi istantanea, permettendo così di svolgere anche solo dopo un giorno di convalescenza, le normali attività.

Un altro tipo di terapia particolarmente indicata per il disturbo delle vene varicose è la radiofrequenza, consiste nell’inserimento di un micro catetere attraverso il capillare interessato, da questo piccolo catetere vi fuoriescono delle onde capaci di liberare il vaso sanguigno e ristabilire la normale circolazione.

Safenectomia: pro e contro della chirurgia

L’ultima terapia che vi mostriamo è forse quella leggermente più invasiva, parliamo infatti di un intervento chirurgico denominato anche come safenectomia.

L’obiettivo di questo intervento è quello di asportare completamente la vena danneggiata mediante una sonda introdotta con una piccola incisione che in genere viene fatta all’altezza dell’inguine se si tratta della grande vena safena.

Il risultato di quest’ultima pratica è senza ombra di dubbio efficace anche se presenta maggiori effetti collaterali, a differenza infatti degli altri metodi elencati la safenectomia può presentare un fastidioso formicolio e soprattutto ha bisogno di maggiore tempo per la convalescenza, un periodo che varia dalle 2 a 3 settimane.

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